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Prodotti tipici

Olio extravergine di oliva
oliveto a monte san vito
oliveto alle pendici del paese
 

L'ulivo è sicuramente la pianta che ha acquistato maggiore sacralità nelle diverse culture mediterranee in cui si è diffusa.
Lo stretto legame tra ulivo, olio e divinità testimonia l'importanza che gli antichi attribuivano a questa pianta anche per le qualità alimentari e terapeutiche insostituibili dei suoi frutti. Anticamente infatti, l'olio d'oliva veniva particolarmente raccomandato per la bellezza dei capelli, per praticare massaggi muscolari ed articolari, per la cura delle affezioni di stomaco, di fegato e di intestino, per guarire la pelle dalle ustioni e per preservarla dall'irraggiamento solare.
Anche ai giorni nostri, all'olio extravergine d'oliva si riconosce il merito di essere l'unico grasso vegetale che svolge funzioni di protezione dell' apparato digerente e cardiocircolatorio.


Monte San Vito è una terra vocata alla produzione di olio extravergine di oliva con certificazione biologica.

Il Comune è tra i soci fondatori della Associazione Nazionale Città dell'Olio con sede a Villa Parigini nel Comune di Monteriggioni (Siena).
Fondata a Larino (Campobasso) nel dicembre 1994, riunisce Comuni, Provincie, Comunità Montane e Camere di Commercio a chiara vocazione olivicola e si impegna a promuovere l'olio extravergine di oliva quale prodotto fondamentale nella tradizione agricola, alimentare e culturale del nostro Paese e a valorizzare i suoi territori di produzione.


Gran parte della produzione del nostro territorio deriva da un'unica varietà, la RAGGIA (chiamata a Jesi, mandolina). E' presente anche una buona produzione di varietà Frantoio e Leccino e coltivazioni minori di Rosciola, Carbonella, Sarganella, Ascolana, San Francesco e Nocellara.


Albero di oliva raggia è di elevata vigoria, a portamento espanso; chioma voluminosa ad elevata densità, con rami fruttiferi lunghi, ramificati e penduli; internodi lunghi, foglie grandi ed espanse. La pianta entra in produzione precocemente. La produttività è elevata e poco alternante. Il frutto è di medie dimensioni (peso 1,5 - 2,5 g), di forma ovoidale allungata e asimmetrica. La resa in olio è medio-elevata, il colore dei frutti va dal verde chiaro al nero violaceo più o meno intenso. La consistenza della polpa e la resistenza al distacco diminuiscono progressivamente con la maturazione.


L'olio è di un fruttato armonico, tipicamente mandorlato, prevalentemente dolce, con una punta di amaro e piccante, di colore giallo con riflessi verdi, ad elevato contenuto in acido oleico e con buon contenuto in polifenoli in epoca precoce di raccolta.

Dotata di un elevato contenuto di acido oleico, la drupa della Raggia ha una polpa particolarmente dolce che la rende idonea anche quale oliva da mensa, ottima per accompagnare insalate, carni ed alcuni tipi di pesce. Si usa, infatti, conservarla in salamoia: le olive nere vengono collocate in recipienti, vasi di vetro o terracotta, con sale grosso, finocchio selvatico e aglio per circa quaranta giorni; le olive bianche necessitano invece di rimanere a bagno in acqua prima di essere invasate con la salamoia che viene preparata a parte, facendo bollire in acqua, per pochi minuti, finocchio selvatico e aglio.


Vino Lacrima di Morro d'Alba
lacrima morro
vitigno
 

Il vino "Lacrima di Morro d'Alba è conosciuto sin dai tempi remoti; sembra se ne parli in alcuni scritti risalenti all'epoca dell'antica Roma. Narra la leggenda che nel 1167 Federico Barbarossa lo poté apprezzare allorché , posto l'assedio alla città di Ancona, scelse come propria dimora il Castello di Morro d'Alba.

Il nome "Lacrima" deriva quasi certamente dal fatto che la buccia dell'uva quando arriva al punto di maturazione, si lacera, lasciando gocciolare, lacrimare, il succo contenuto.
Il vino e il suo antico vitigno omonimo, che rischiavano la sparizione a causa di una dissennata "politica degli espianti", sono stati salvati da alcuni estimatori-difensori lungimiranti che ne hanno ottenuto la DOC. istituita nel 1985 e modificata nel 1999 e nel 2005, riconosce il vino "Lacrima di Morro d'Alba" e le sue tipologie "Superiore" e "Passito".


Originariamente la zona di produzione del vino Lacrima di Morro d'Alba DOC comprendeva solo il comune di Morro d'Alba in Provincia di Ancona. Ora la zona è stata estesa anche a comuni limitrofi come Belvedere Ostrense, Monte San Vito, Ostra, San Marcello e Senigallia (con esclusione dei fondi valle che si affacciano sul Mare Adriatico) , tutti comunque in Provincia di Ancona.


Il vino Lacrima di Morro d'Alba si presenta nel bicchiere con un colore rosso rubino intenso assieme a notevoli ed evidenti sfumature violacee. Il vino può essere immesso sul mercato già dopo la metà di dicembre, e dunque consumato per le festività natalize, così questo vino giovane fa notare un delicato e caratteristico profumo vinoso, di cantina in fermentazione. Con l'invecchiamento i toni passano invece ad un fruttato-floreale di fragola, ciliegino, more di rovo, mirtilli, viola e violetta. La struttura è abbastanza corposa e dal gusto asciutto, con un tannino evidente ma mai spigoloso e pungente. È interessante far notare come solo pochissimi produttori di Lacrima di Morro d'Alba seguano, per la maturazione del vino, la strada dell'affinamento in barriques.


Il vino Lacrima di Morro d'Alba si abbina molto bene con prodotti tipici locali come i salumi (salame lardellato di Fabriano, salame ciavuscolo), primi piatti a base di salse rosse ( ad esempio ragù con animali di cortile) e piatti a base di carni bianche. Contrariamente a una tendenza diffusa , possiamo accostarlo anche ad alcuni antipasti marinati ( ad esempio a base di pesce azzurro ) o ad alcuni tipi di brodetto all'anconitana. Vino da meditazione o da dessert, la tipologia "Passito" è piacevole gustarla con crostate di marmellate a frutto rosso, pasticceria secca, cioccolato amaro.


La temperatura di servizio del vino Lacrima di Morro d'Alba è di 16-18°C. I calici devono essere a ballon, non troppo importanti perché il vino non necessita di lunghi affinamenti prima di essere consumato.

Sul sito della Proloco di Morro d'Alba, da cui è liberamente tratto il testo di questo articolo, è possibile leggere curiosità e ricette su questo prezioso vino.



Prodotti della tradizione locale

Oltre ad essere vocato alla produzione di olio extravergine d'oliva, il territorio di Monte San Vito rientra nella ristretta area di produzione delle uve di Vitigno Lacrima dalle quali si ottiene il Vino Lacrima di Morro d'Alba DOC e conserva alcuni dei prodotti tradizionali della regione:

- Castagnole
- Ciambellone
- Ciarimboli
- Coniglio in porchetta
- Pizza di Pasqua al formaggio 

- Pizza coi graselli

- Salsiccia di fegato
- Sapa
- Sughetti

Per approfondire...


Per conoscere tutti i prodotti della tradizione culinaria delle Marche, è online il libro edito nel 2006 dall'Assessorato all'agricoltura, alimentazione e pesca della Regione Marche

I prodotti tradizionali della Regione Marche, a cura di Ferruccio Luciani


Per esplorare la storia e le tradizioni della salumeria, è online il testo edito nel 2010 da A.S.P.eA. Azienda Speciale per lo sviluppo della Pesca e dell'Agricoltura della Camera di Commercio di Ancona

"O salumi bene amati", cinque storie di salumi, memorie, tradizioni ed arti di trasformazione e cucina, a cura di Tommaso Lucchetti

 
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